Scarica il depliant in PDF

“Legumi di San Sisto”
Click qui>>
 
 
Home | La Storia | Il Programma | Il Museo del Fungo | Contatti
 
I Legumi di San Sisto

Da oggi la Provincia si arricchisce di un nuovo prodotto dalle radici antiche:
i Legumi di San Sisto.
Alcuni produttori della zona, hanno selezionato antiche varietà di lenticchie, ad esempio la varietà Rossa e di ceci, in particolare la varietà Sultano.
Con queste eccellenze del territorio, abbiamo dato vita ad un piatto tradizionale ed innovativo insieme: la Zuppa di San Sisto, una minestra fatta con ceci, lenticchie ed il fungo tipico del territorio di Piandimeleto.
Entrambe i prodotti sono disponibili nei negozi specializzati di tutta la Provincia.

Caratteristiche nutrizionali
I legumi sono ricchi di proteine vegetali, fibra solubile, calcio, ferro ed acidi grassi essenziali e fitoestrogeni. Sono molto importanti nella funzione intestinale, nella prevenzione di certe gravi patologie degenerative, della stipsi della osteoporosi, anemia ferropriva e nella attenuazione dei sintomi della menopausa nelle donne.

 

Lenticchia
E' stato probabilmente il primo legume ad essere coltivato e consumato dall'uomo a partire da oltre 7000 anni fa, in Siria, per poi diffondersi fino a diventare cibo-base dei Greci e Romani, che ne apprezzarono l'alto valore nutritivo. L'uso era talmente comune che Catone dettò norme per cucinarle e Galeno, celebre medico del tempo, ne sottolineò le virtù terapeutiche.
Nell'alimentazione dell'uomo rappresenta un vegetale di grande valore nutritivo, apprezzato per la ricchezza di proteine e glucidi, ma anche per la significativa quantità di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Richiede l'ammollo, anche se le lenticchie a buccia sottile (quelle rosse) possono farne a meno, mentre sono diversi i tempi di cottura che, a seconda della varietà, passa da pochi minuti fino a 40. Il sale è bene aggiungerlo a fine cottura.
Ettore Franca - Agronomo.
 

Maltagliati alle lenticchie
Ingredienti:
400 gr di Maltagliati
200 gr di lenticchie
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
2 cucchiai di sedano e carota triti
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di pomodoro
sale e pepe

Esecuzione:
in una casseruola con acqua, sedano, carota e cipolla, lessate le lenticchie. In una padellina far soffriggere il trito in olio extra vergine di oliva, unirvi il concentrato di pomodoro disciolto in acqua e far cuocere per 15 minuti. Colare il soffritto con un passino dentro la casseruola, salare, pepare e lasciar cuocere per alcuni minuti; lessare la pasta, scolarla, versarla in un grande piatto da portata, condirla con le lenticchie e servirla fumante.
Rolando Ramoscelli - Gastronomo ristoratore

 
Cece
Il cece (Cicer arietinum) è un'umile pianta conosciuta già dagli antichi egizi, presso i Romani i ceci erano molto apprezzati in una preparazione che li voleva fritti in olio di oliva. Il cece si semina in primavera, con raccolta in estate, per poi essiccarlo e avviarlo alla conservazione. Il leggero contenuto in grassi, conferisce consistenza morbida e sapore gradevole, la capacità della buccia di imbibirsi in cottura dà la sensazione di sazietà. Come legumi secchi vanno tenuti a bagno una notte in acqua, magari con un pò di bicarbonato che, gelatinizzando l'amido, li rende più morbidi. Alcune preparazioni regionali hanno generato, in Liguria, la "farinata" e la "panissa"; mentre in Sicilia sono classiche le "panelle", i "cazzilli" e la "raschiatura"; in tutta Italia sono diffusele molte zuppe in cui, ingredienti fondamentali, sono il rosmarino e l'aglio.
Ettore Franca - Agronomo
 

Minestra di San Sisto
Ingredienti:
100 gr di ceci ammollati e lessati
150 gr di lenticchie
1 porcino affettato
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla piccola
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale e pepe

Esecuzione:
in una casseruola con acqua, far lessare le lenticchie con la carota, il sedano e la cipolla. Quando saranno cotte unirvi i ceci lessati e il porcino già rosolato in olio. Salare, pepare e lasciare cuocere per alcuni minuti; togliere le verdure, distribuire la minestra nelle fondine e portare in tavola, ultimando con un filo di olio extra vergine di oliva e pane casereccio abbrustolito.
Rolando Ramoscelli - Gastronomo ristoratore