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“Legumi di San Sisto”
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San Sisto: un piccolo borgo dalla lunga storia
San Sisto di Piandimeleto è un piccolo borgo in un lembo di terra che, dalla provincia di Pesaro e Urbino, tocca i confini della Toscana e dell’Emilia, è terra generosa di funghi, tartufi e tutti i prodotti del bosco. Per questo motivo la comunità locale ogni anno si raccoglie intorno alla “Festa del fungo” per promuovere il territorio, un’oasi di pace lontana dal grande traffico, ed accogliere i visitatori che sono ogni anno più numerosi.

L’abitato di San Sisto iniziò a svilupparsi nel XII° secolo grazie alla fusione di alcuni villaggi vicini operata dagli stessi abitanti del luogo. Ma la fondazione ufficiale risale al 14 marzo del 1123 per opera del Nunzio papale e proprio in quest’occasione il castello venne ribattezzato San Sisto in luogo di Monte Fabbri.

Il suo dipendere dalla Chiesa di Roma mise San Sisto in stretto rapporto con le realtà religiose del luogo, tanto che nel XIII° secolo i monaci dell’abbazia di Sant’Angelo del Sasso Simone: nel momento in cui i rigidi inverni del Sasso resero impossibile la vita dei suoi abitanti, questi decisero di trasferirsi più a valle nel vicino castello di San Sisto, portando decisamente un notevole sviluppo sia economico che sociale.

Dopo esser stato possesso dello Stato pontificio, San Sisto divenne feudo dei vicini conti Oliva, continuando comunque a godere di un certo benessere.
Dell’antico castello medievale non resta ormai più nulla, anche l’ultimo elemento fortificato rimasto in piedi fino alla seconda guerra mondiale, la poderosa ed alta torre quadrata delle fortificazioni, fu bombardato e distrutto dai tedeschi perché non fosse un segnale di avvistamento per l’aviazione alleata.